Rassegna Stampa 2019

Voce di Mantova del 24 settembre 2019

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Gazzetta di Mantova  del 22 settembre 2019

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Corriere.it del 23 settembre 2019

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Gazzetta di Mantova 22 settembre 2019

Gazzetta di Mantova 22 settembre 2019

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Gazzetta di Mantova 1 ottobre 2019

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Rassegna Stampa 2014

Gazzetta di Mantova 19 Luglio 2014

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Gazzetta di Mantova 30 Luglio 2014

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Rassegna Stampa 2013

Gazzetta di Mantova 11 Marzo 2013

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Gazzetta di Mantova 7 Luglio 2013

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La Nuova Cronaca 6 Luglio 2013

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Gazzetta di Mantova 26 Maggio 2013

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Gazzetta di Mantova 24 Maggio 2013

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Gazzetta di Mantova 18 Maggio 2013

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Gazzetta di Mantova 22 Maggio 2013

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Gazzetta di Mantova 19 Aprile 2013

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Gazzetta di Mantova 27 Gennaio 2013

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Gazzetta di Mantova 4 Gennaio 2013

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Rassegna Stampa 2012

Gazzetta di Mantova 29 Novembre 2013

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Gazzetta di Mantova 27 Novembre 2012

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Gazzetta di Mantova 9 Ottobre 2012

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Gazzetta di Mantova 10 Ottobre 2012

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Gazzetta di Mantova 20 Marzo 2012

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Gazzetta di Mantova 20 Novembre 2012

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Nuova Cronaca di Mantova 26 Dicembre 2012

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Gazzetta di Mantova 26 Ottobre 2012

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Gazzetta di Mantova 24 Ottobre 2012

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Rassegna Stampa 2010

La Bamco rivive, ma all’estero. Staminali nella banca dei vip

Gazzetta di Mantova, 11 gennaio 2010

La convenzione con un famoso centro di raccolta è fatta e da adesso in poi le cellule staminali estratte dal cordone ombelicale delle neomamme mantovane finiranno a San Marino, nella banca delle staminali dei vip. Ecco la soluzione transitoria trovata dalla Bamco in attesa di una nuova legislazione italiana.
Bamco, la banca autologa-allogenica mantovana del cordone ombelicale, illustrerà la nuova possibilità alla popolazione sabato 16 gennaio alle 10.30 in Santa Maria della Vittoria, via Monteverdi angolo via Fernelli. Costretta a sospendere la raccolta negli ospedali dell’azienda Poma per l’assenza di una legge nazionale, la Bamco proseguirà la sua attività grazie ad una convenzione stipulata con un centro all’estero: il Bioscience Institute di San Marino, una cell factory specializzata nella crioconservazione biologica, tra altro piuttosto nota perchè meta di numerosi vip e donne dello spettacolo che hanno depositato il loro sangue cordonale.

«Una scelta obbligata – spiega la presidente di Bamco, Giovanna Gamba – per continuare a sopravvivere a Mantova nell’ambito della legalità. Oggi siamo in grado di offrire questa nuova procedura nella speranza che in futuro venga varata in Italia una legge che ci consente ancora di operare nel pubblico. Fino ad allora dobbiamo utilizzare il privato»

Il costo? Duemila euro per esportare le cellule staminali all’estero e una piccola quota annuale per la conservazione.

«A conti fatti – riprende Giovanna Gamba – molto meno di quanto chiedono altri istituti privati dotati di minori certificazioni di qualità».

La domanda da parte delle neomamme viene sempre fatta tramite gli ospedali dell’azienda Carlo Poma in cui si partorisce. Negli ultimi sette anni l’associazione mantovana ha vissuto grazie al sostegno di tanti.
Imprenditori come Marcegaglia, Saviola, Graepel, Colaninno, fondazioni bancarie come la Bam e la Fondazione della Comunità mantovana, amministrazioni comunali di Guidizzolo e Mantova, associazioni culturali come l’Accademia Campogalliani e gli Amici di Palazzo Te e dei Musei mantovani, associazioni di consumatori, come la Coop della Favorita, club di servizio come i club femminili, i Club Rotary e Lions di città e provincia, e semplici cittadini hanno creduto nel progetto.

«I 2.200 cordoni finora donati e raccolti nei sette anni di attività – continua la presidente di Bamco Giovanna Gamba – saranno conservati ancora al Poma e non si getterà via nulla».

Rassegna Stampa 2009

Ridotta la banca delle staminali: punterà sulla donazione solidale

Gazzetta di Mantova, 7 Agosto 2009

La Bamco, la banca delle cellule staminali raccolte dal cordone ombelicale istituita sei anni fa al Carlo Poma, rischia di essere ridimensionata. In queste ore la direzione dell’ospedale cittadino ha fatto sapere che in virtù della normativa nazionale la Bamco d’ora in poi potrà eseguire solo la raccolta e la conservazione solidaristica (allogenica) e non quella autologa (le cellule restano di proprietà della famiglia del donatore). L’autologa sarà possibile solo nei casi previsti dalla legge e cioè per i neonati o consanguinei con patologie in atto al momento della raccolta per cui è ritenuto appropriato l’utilizzo delle staminali. Tutti i cordoni finora raccolto con la procedura autologa (circa 2.300) resteranno comunque conservati al Poma.  
 
Un duro colpo per la Bamco, nata nel 2003 e diventata famosa come l’unica banca autologa delle cellule staminali cordonali. L’idea di fondo era quella che il donatore (la partoriente) chiedeva la conservazione delle staminali cordonali per anni, ad esclusivo uso suo e del nascituro. L’anno dopo l’istituzione della banca, nata grazie ad un’autorizzazione regionale (una sperimentazione), la Bamco diventò anche allogenica per consentire che il sangue in eccesso fosse donato ad altri centri di raccolta a scopo solidaristico.
 
Oggi la Bamco resterà allogenica e parzialmente autologa solo nei casi in cui siano evidenti patologie in atto al momento della raccolta. La direzione del Poma sottolinea che dal punto di vista allogenico la banca si candida a diventare un centro di raccolta riconosciuto ed accreditato. Il progetto sarà sviluppato il 27 agosto in occasione della visita della professoressa Luisa Salvaneschi dell’Università di Pavia e di un funzionario della direzione generale sanità della Regione Lombardia. I rischi di ridimensionamento della Bamco erano emersi nel febbraio scorso quando era scaduto il decreto, mai convertito in legge, che consentiva la raccolta delle staminali in modo autologo.
 
Ieri i vertici Bamco hanno ricordato che fino a comunicazioni ufficiali la raccolta proseguirà anche in modo autologo.
La Cittadella 12 Giugno 2009

La Cittadella 12 Giugno 2009

Rassegna Stampa 2009

Rassegna Stampa 2009

Rassegna Stampa 2009

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Rassegna Stampa 2009

Rassegna Stampa 2009

Rassegna Stampa 2009

Rassegna Stampa 2009

Rassegna Stampa 2008

Tornano gli incontri Bamco. I moduli anche in segreteria

Gazzetta di Mantova, 27 Settebre 2008

Coordinati dalla dottoressa Barbara Presciuttini, medico del Poma, e dalla biologa Glingani, proseguono gli incontri informativi con le donne in gravidanza che si svolgono al Centro trasfusionale del Poma il primo ed il terzo mercoledì del mese alle 15. Da ottobre sarà possibile ricevere le informazioni sulla raccolta del sangue del cordone ombelicale e i moduli necessari anche nella segreteria della Bamco ogni giovedì mattina dalle ore 10 alle ore 12, in Piazzale Gramsci 9 (tel. 0376 – 288810), per venire incontro ad esigenze particolari di madri impossibilitate a recarsi in ospedale. Tutte le informazioni sono presenti anche sul sito internet www. bamco.it. Sull’utilizzo delle cellule staminali nella Medicina Rigenerativa si è parlato a Mantova in occasione del convegno ‘Mantova Diabete’ che ha ospitato il professor Ricordi, medico italiano che da anni è ricercatore negli Usa dove è direttore del Diabetes Research Institute di Miami.

Il professore ha parlato degli studi che sono in corso sui tentativi promettenti di generare, a partire da cellule staminali, le cellule pancreatiche che producono insulina per la cura del diabete. Ricordi si è mostrato interessato nello scoprire dell’esistenza a Mantova di una banca di sangue di cordone ombelicale, la Bamco, che riesce a coniugare libertà (la libera determinazione della mamma) e solidarietà (la donazione) e che nel 2007 ha permesso la raccolta di 957 campioni di cui ben 611 sono stati congelati.


Italiana la prima banca per la conservazione delle cellule staminali del liquido amniotico

La Biocell di Busto Arsizio offre un servizio di conservazione per 19 anni delle cellule staminali presenti nel liquido amniotico prelevato durante l’amniocentesi

12 Settembre 2008 – Molecularlab.it

Grazie alla Biocell Center di Busto Arsizio (Milano) sarà da oggi possibile conservare le cellule staminali estratte dal liquido amniotico utilizzato per l’effettuazione dell’amniocentesi, esame di diagnosi prenatale piuttosto diffuso. Primi al mondo, grazie ad anni di studi e ricerche, permetteranno ai genitori di chiedere la conservazione di un piccolo quantitativo residuo del campione del liquido amniotico estratto dalla sacca placentare durante l’amniocentesi.

Il Professore Giuseppe Simoni spiega: “La nostra proposta è di conservare i primi tre millilitri di liquido amniotico che solitamente vengono eliminati. A seguito di ricerche durate anni, abbiamo dimostrato che questo piccolo quantitativo di materiale del feto è ricchissimo di cellule staminali giovanissime e multi potenti, in grado di differenziarsi in vari tessuti del futuro individuo”
Il professor Fabio Ghezzi, medico chirurgo, docente di ginecologia ed ostetricia presso l’Università dell’Insubria spiega che “Si tratta di un’opzione che la paziente ha a disposizione e che noi consigliamo a chi ha gia’ deciso, per altre ragioni, di effettuare l’amniocentesi.

Infatti conservare il liquido amniotico non comporta alcuna variazione del metodo consueto di effettuazione dell’esame, ed e’ pertanto eseguibile senza rischi ne’ particolari complicazioni da ogni ginecologo incaricato di effettuare il prelievo del liquido amniotico.”

La Dottoressa Maria Bellotti, ginecologa del San Paolo di Milano, chiarisce la dinamica della conservazione del liquido amniotico “In pratica e’ sufficiente che non si buttino via i primi tre millilitri estratti. Questo piccolo quantitativo viene poi inviato tramite corriere convenzionato ai laboratori Biocell di Busto Arsizio (Va)”

E’ nei laboratori della Biocell che avviene la conservazione; le cellule vengono trattate, vengono eseguiti i controlli di sterilita’ e vengono preparate al congelamento ad una temperatura di -196 gradi in contenitori di azoto liquido, dove rimangono conservate per 19 anni, cioe’ fino a che il feto sara’ divenuto un individuo maggiorenne.

Il servizio attualmente e’ rivolto a privati, per un costo complessivo di 980 euro, ma la Biocell assicura che una quota (stimata intorno al 5-10%) di liquidi amniotici di pazienti con anamnesi particolare e condizioni economiche di indigenza verranno conservati gratuitamente (previa richiesta del ginecologo, del genetista ed esame approfondito delle condizioni economiche della Famiglia richiedente).

E’ da ricordare comunque che la conservazione delle cellule staminali presenti nel liquido amniotico non e’ sostitutiva della conservazione o della donazione del sangue del cordone ombelicale , sia perche’ le cellule staminali contenute nel liquido amniotico hanno caratteristiche differenti, sia per la differente normativa in questione.

La terapia con le cellule staminali per la rigenerazione del miocardio: meccanismi d’azione e attuali applicazioni cliniche

Centola M, Schuleri KH, Lardo AC, Hare – JM Division of Cardiology, Department of Medicine, Johns Hopkins University, Baltimore, USA

Giornale Italiano di Cardiologia – Aprile 2008

Ischemic heart disease is a major public health problem in the industrialized and developing world. Despite advances in myocardial reperfusion strategies and novel pharmacological approaches, therapies directed towards the deleterious consequences of acute and chronic myocardial ischemic damage remain limited. In recent years the biological dogma of the heart as a “postmitotic organ” has been challenged. Myocyte replication and myocardial regeneration have been documented in the human heart after myocardial infarction and in chronic ischemic heart failure. In addition, experimental animal studies and clinical trials suggest that the transfer of stem and progenitor cells into the myocardium has a favorable impact on tissue perfusion and contractile performance.

Neovascularization and myocyte formation have been described. Differentiation of administered stem cells, cell fusion and release of paracrine signals by injected stem cells are currently discussed as underlying mechanisms. Recently, the mobilization of endogenous cardiac stem cells is debated as a potential target of cardiac repair.

This intriguing new knowledge generated by basic and clinical scientists will lay the foundation for novel therapeutic strategies in the near future and change clinical practice in cardiology. In this commentary, we briefly review the characterization of the variety of stem cell populations used for cardiac repair, discuss the potential mechanisms of cardiac regenerative therapy, and evaluate the current clinical applications of this innovative approach to treat ischemic heart disease.

GIC – G Ital Cardiol 2008; 9 : 234-250 Copyright © 2008 – AIM Group – AIM Publishing Srl

Banche del cordone ombelicale sì definitivo anche dal Senato

Repubblica — 28 febbraio 2008

ROMA – è possibile anche in Italia la conservazione autologa delle cellule e del sangue del cordone ombelicale, nonché la presenza di biobanche private. Il Senato ha approvato il testo inviato dalla Camera dei deputati che ha trovato nella autologa solidale una formula di compromesso che permetterà di conservare i cordoni ombelicali in strutture pubbliche o private senza oneri per il Ssn. Con il voto finale sulla conversione in legge del decreto Milleproroghe, ha chiarito Donatella Poretti, parlamentare della Rnp, «l’ Italia si allinea al resto dei Paesi in materia di conservazione del cordone ombelicale e cellule staminali».

Differential in vivo potential of endothelial progenitor cells from human umbilical cord blood and adult peripheral blood to form functional long-lasting vessels

Blood, 1 February 2008, Vol. 111, No. 3, pp. 1302-1305

Patrick Au 1,2 , Laurence M. Daheron 3,4 , Dan G. Duda 1 , Kenneth S. Cohen 3,4 , James A. Tyrrell 1 , Ryan M. Lanning 1,2 , Dai Fukumura 1 , David T. Scadden 3,4 , and Rakesh K. Jain 1

1 Edwin L. Steele Laboratory, Department of Radiation Oncology, Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School, Boston; 2 Harvard–Massachusetts Institute of Technology (MIT) Division of Health Sciences and Technology, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge; 3 Center for Regenerative Medicine, Massachusetts General Hospital, Harvard Medical School, Boston; and 4 Harvard Stem Cell Institute, Cambridge, MA

Tissue engineering requires formation of a de novo stable vascular network. Because of their ability to proliferate, differentiate into endothelial cells, and form new vessels, blood-derived endothelial progenitor cells (EPCs) are attractive source of cells for use in engineering blood vessels. However, the durability and function of EPC-derived vessels implanted in vivo are unclear. To this end, we directly compared formation and functions of tissue-engineered blood vessels generated by peripheral blood– and umbilical cord blood–derived EPCs in a model of in vivo vasculogenesis. We found that adult peripheral blood EPCs form blood vessels that are unstable and regress within 3 weeks. In contrast, umbilical cord blood EPCs form normal-functioning blood vessels that last for more than 4 months. These vessels exhibit normal blood flow, perm-selectivity to macromolecules, and induction of leukocyte-endothelial interactions in response to cytokine activation similar to normal vessels. Thus, umbilical cord blood EPCs hold great therapeutic potential, and their use should be pursued for vascular engineering.

Cord Blood Stem Cells: A Review of Potential Neurological Applications

David T. Harris

It is estimated that as many as 128M individuals in the United States, or 1 in 3 people, might benefit from regenerative medicine therapy. Many of these usages include applications that affect the nervous system, including cerebral palsy, stroke, spinal cord injury and neurodegenerative disease such as Parkinson’s. The numbers of such individuals affected range from 10,000 (for cerebral palsy) to 700,000 annually (for stroke) at a cost of more than $65B. For the foreseeable future, regenerative medicine entrée to the clinic will depend upon the development of adult or non-embryonic stem (ES) cell therapies. Currently, non-ES cells easily available in large numbers from affected individuals can be found in the bone marrow, adipose tissue and umbilical cord blood (CB). It is our belief that CB stem cells are the best alternative to ES cells as these stem cells can be used to derive tissues from the mesodermal, endodermal and ectodermal germ lineages. CB contains a mixture of different types of stem cells in numbers not seen in any other location including embryonic-like stem cells, hematopoietic stem cells, endothelial stem cells, epithelial stem cells, mesenchymal stem cells and unrestricted somatic stem cells. This review will summarize the findings reported in the literature with regards to the use of CB stem cells to neurological applications including in vitro work, pre-clinical animal studies, and patient clinical trials.
L'Unità - Luglio 2008

L'Unità - Luglio 2008

Rassegna Stampa 2007

Clinical Pharmacology & Therapeutics (2007) 82, 252–264

Gazzetta di Mantova, 27 Settebre 2008

Stem Cells: A Revolution in Therapeutics—Recent Advances in Stem Cell Biology and Their Therapeutic Applications in Regenerative Medicine and Cancer Therapies

M Mimeault 1 , 2 , R Hauke 2 , 3 and S K Batra 1 , 2 , 4

• Department of Biochemistry and Molecular Biology, University of Nebraska Medical Center, Omaha, Nebraska, USA

• Eppley Institute of Cancer and Allied Diseases, University of Nebraska Medical Center, Omaha, Nebraska, USA

• Division of Hematology and Oncology, Department of Internal Medicine, University of Nebraska Medical Center, Omaha, Nebraska, USA

• Department of Pathology and Microbiology, University of Nebraska Medical Center, Omaha, Nebraska, USA

Correspondence: M Mimeault, ( mmimeault@unmc.edu ); SK Batra, (sbatra@unmc.edu)

Abstract:

Basic and clinical research accomplished during the last few years on embryonic, fetal, amniotic, umbilical cord blood, and adult stem cells has constituted a revolution in regenerative medicine and cancer therapies by providing the possibility of generating multiple therapeutically useful cell types. These new cells could be used for treating numerous genetic and degenerative disorders. Among them, age-related functional defects, hematopoietic and immune system disorders, heart failures, chronic liver injuries, diabetes, Parkinson’s and Alzheimer’s diseases, arthritis, and muscular, skin, lung, eye, and digestive disorders as well as aggressive and recurrent cancers could be successfully treated by stem cell-based therapies. This review focuses on the recent advancements in adult stem cell biology in normal and pathological conditions. We describe how these results have improved our understanding on critical and unique functions of these rare sub-populations of multipotent and undifferentiated cells with an unlimited self-renewal capacity and high plasticity. Finally, we discuss some major advances to translate the experimental models on ex vivo and in vivo expanded and/or differentiated stem cells into clinical applications for the development of novel cellular therapies aimed at repairing genetically altered or damaged tissues/organs in humans. A particular emphasis is made on the therapeutic potential of different tissue-resident adult stem cell types and their in vivo modulation for treating and curing specific pathological disorders.

Rassegna Stampa 2006

Gazzetta di Mantova 13 Gennaio 2006

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Gazzetta di Mantova 12 Gennaio 2006

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La Cronaca di Mantova 26 Maggio 2006

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Rassegna Stampa 2004

Gazzetta di Mantova 30 Ottobre 2004

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Società 2003

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Cronaca di Mantova 29 Novembre 2002

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