Immunoterapia dopo trapianto di cellule staminali

IMMUNOTERAPIA DOPO TRAPIANTO DI CELLULE STAMINALI EMATOPOIETICHE USANDO PRODOTTI DERIVATI DAL SANGUE DI CORDONE OMBELICALE

AUTORI: Aurore Saudemont e J. Alejandro Madrigal, University College London, Anthony Nolan Research Institute, LONDON, UK
da Cancer Immunol Immunother, Springer Ed, DOI 10.1007/s00262-016-1852-3,

pubblicato online il 6 giugno 2016

Riassunto:

Il sangue di cordone ombelicale (UCB, umbilical cord blood) è stato sempre più utilizzato come fonte di cellule staminali ematopoietiche per trapianti, ovvero come fonte di cellule staminali che danno origine a tutte le cellule del sangue, fin da quando nell’anno 1988 fu eseguito il primo trapianto per curare un bambino con anemia di Fanconi (una rara malattia genetica per cui il midollo osseo non produce le cellule del sangue).

Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche è normalmente usato per trattare patologie tumorali maligne del sangue e altre malattie del sangue e del midollo osseo. E’ una cura salvavita, ma solo la metà dei pazienti sopravvive a tale procedura: è proprio per combattere le gravi complicazioni post-trapianto che si stanno sviluppando diversi tipi di IMMUNOTERAPIA.

Il trapianto con cellule di cordone ombelicale (UCB) ha alcuni vantaggi rispetto al trapianto di cellule di sangue periferico di un donatore: per esempio, i requisiti per la corrispondenza genetica (dell’HLA) sono meno rigidi, la disponibilità del materiale da trapiantare è rapida, sono ridotte sia l’incidenza che la gravità del GVHD (graft-versus-host-disease, la malattia acuta da rigetto, ovvero la reazione delle cellule immuni del donatore contro i tessuti dell’ospite ricevente). Però, il trapianto con UCB è associato anche a una maggiore incidenza di infezioni, a insuccessi nell’attecchimento del trapianto e ad un lento recupero del sistema immunitario.

Il sangue di cordone ombelicale è usato principalmente come fonte di cellule staminali ematopoietiche; tuttavia non ci sono solo queste cellule, ma anche cellule T, cellule T regolatorie, cellule natural killers (NK) e cellule staminali mesenchimali. Quindi, il sangue di cordone ombelicale è ricco di cellule del sistema immunitario che potrebbero essere utilizzate per trattare alcune delle principali complicazioni post-trapianto (mancato attecchimento del trapianto, lento recupero immunitario, infezioni opportunistiche, GVHD, recidiva della malattia).

Nell’articolo gli Autori descrivono alcune delle immunoterapie già sviluppate che usano il sangue di cordone ombelicale come risorsa di diverse cellule, in particolare di “cellule T regolatorie” e di cellule “natural killers” (NK).

Le cellule T e le NK sono dei linfociti e i linfociti sono cellule presenti nel sangue che costituiscono il 20-40% dei globuli bianchi.

Le cellule T regolatorie sopprimono la funzione delle cellule T effettrici, servono a mantenere la tolleranza immunologica verso le cellule del nostro organismo, a mantenere l’omeostasi immunologica. Quindi, possono essere utilizzate per prevenire o modulare una malattia acuta da rigetto (GVHD) post-trapianto.

Le cellule NK sono linfociti che uccidono bersagli cellulari come cellule infettate e cellule tumorali; costituiscono il 15-30% del linfociti del sangue di cordone ombelicale, quindi sono numerose. Grazie alle loro caratteristiche, possono essere utilizzate per prevenire o trattare le ricadute di malattie tumorali del sangue.

In conclusione, secondo gli Autori, l’Immunoterapia è un’opzione promettente per migliorare il risultato dei trapianti di midollo osseo e il sangue di cordone ombelicale ne è una fonte importante.

Legenda:

  • UCB, umbilical cord blood: sangue del cordone ombelicale.
  • HLA, human leukocyte antigen: gruppo di geni che codificano le proteine sulla superficie delle cellule che sono responsabili per la regolazione del sistema immunitario nell’uomo.
  • GVHD, graft-versus-host-disease: la malattia acuta da rigetto in cui le cellule del donatore forniscono una risposta esagerata aggredendo le cellule di tessuti ed organi della persona ricevente, immunosoppressa, riconoscendole come corpi estranei.
  • NK, natural killers: linfociti NK.

a cura di Dott.ssa B. Presciuttini